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La Privatizzazione si fa con l'efficientamento

02/01/2024 19:59

Carlo Romagnoli

Sanità,

La Privatizzazione si fa con l'efficientamento

. “Efficientamento” e “privatizzazione” sono gli assi portanti delle decisioni assunte dalla Giunta Regionale in materia di sanità a fine anno, con un

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“Efficientamento” e “privatizzazione” sono gli assi portanti delle decisioni assunte dalla Giunta Regionale in materia di sanità a fine anno, con un documento che rappresenta una pietra miliare nelle politiche pubbliche di servizio al privato.

Dopo aver privatizzato diagnostica strumentale e specialistica ambulatoriale con una serie di lacci e laccioli (aziendalizzazione, numero chiuso a Medicina, tickets sanitari, tetto per le spese del personale al 2004, liste di attesa ….) che rendono “conveniente”mettere le mani in tasca ed andare nel privato, tocca ora alla assistenza ospedaliera.

L’occasione è data dalla debolezza politica delle forze che una volta garantivano il diritto alla salute, a Spoleto con l’assenza di rappresentanti in Consiglio regionale, a Terni con il passaggio della città dal “Rosso al Nero”.

“L’efficientamento” si realizza grazie alla spoliazione delle principali funzioni ospedaliere del San Matteo degli Infermi: il termine è orribile in sé e, in quanto declinato nella sua unilateralità, presagio di futuri danni alla salute per le popolazioni del polo Spoleto Valnerina, dato che l’efficienza è si uno dei parametri della qualità in sanità, ma deve essere sapientemente coniugato con la sicurezza, l’efficacia, l’equità di accesso alle cure efficaci, l’appropriatezza professionale ed organizzativa ed il coinvolgimento di cittadini, operatori e enti locali – nell’ordine- , criteri basilari perché si producano per sinergia effetti positivi per la salute, nel caso di specie dimenticati o forse ignoti ai componenti della Giunta che hanno approvato l’atto ed ai tecnici obbedienti (!!?) che lo hanno redatto.

La scusa per l’efficientamento è stata trovata nella applicazione - pedissequa soltanto per lo Spoletino- del DM 70/2015, un prfovvedimento attualmente sotto riesame a livello nazionale da parte di forze sindacali di categoria e società scientifiche per i danni che ha prodotto applicando ovunque un modello di assistenza che forse va bene per le aree metropolitane, ma che nel resto dell’Italia produce tagli ai servizi e impoverimento della qualità dei servizi e della vita. Un provvedimento frutto della “spending review”, squisitamente neoliberista, come detto sopra politiche pubbliche di servizio al privato, un amore perverso del “centro sinistra”, la via maestra per la destra di governo.

La privatizzazione viene somministrata a dosi sperimentali ai ternani, dove la destra è stata battuta da destra da Bandecchi e si tratta di provare a imbrigliare quest’ultimo regalandogli a nostre spese la famosa clinica privata in cambio del nuovo stadio: 80 posti letto convenzionati – dove dunque è il pubblico, cioè noi, a pagare, – 40 per il privato “puro”: il motivo - udite! Udite! - consiste nel sanare una grave ingiustizia, non si dica che la destra non la combatte, quella per cui nel perugino ci sono tante cliniche private convenzionate e nel Ternano nemmeno una, che diamine! Che importa se dai dati Agenas risulta che le cliniche private umbre producono re-ricoveri e re-interventi in quantità superiore alla media di tutte le strutture nazionali, mica la destra si può mettere a dire che il privato in sanità è pericoloso per la salute e magari chiuderle!

No.

Ideologia vuole che il maggior rischio di re-ricoveri e re-interventi sia garantito a tutt@ gli Umbr@!

Chi paga? In termini di salute sicuramente i ternani la privatizzazione e gli spoletini la “efficientizzazione”. In termini monetari i risparmi della “efficientizzazione” coprono i costi della privatizzazione, guarda caso.

 

Carlo Romagnoli

 

PCI, Dipartimento Welfare, Salute, Sanità e Servizi Sociali.

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