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MANI PULITE

17/02/2022 17:37

Leonardo Caponi

Politica,

MANI PULITE

Io ho sempre dato di Mani Pulite la seguente lettura: col crollo dell'Unione Sovietica la borghesia italiana ritenne che il costo che...

Io ho sempre dato di Mani Pulite la seguente lettura: col crollo dell'Unione Sovietica la borghesia italiana ritenne che il costo che doveva pagare al centro sinistra del tempo per essere difesa dal comunismo, fosse troppo alto rispetto ad un pericolo che stava scomparendo. Mani Pulite inizia come un processo di destrutturazione del sistema politico finché, scappato di mano ai suoi propulsori, investe anche il sistema e i capitani delle grandi imprese e diventa un moto all'apparenza incontrollato ma, in realtà, funzionale ad un cambio di regime, la seconda repubblica, che avrebbe ristretto gli spazi di democrazia, ridotti i diritti dei lavoratori, annullato le loro conquiste (ci si muove nella direzione preconizzata da Licio Gelli). Tra parentesi e con un occhio al passato voglio dire che la modesta corruzione del Pci non fu minimamente paragonabile a quella dei partiti al governo e non perché i comunisti fossero più furbi, ma perché malversavano poco, a meno che non si voglia considerare corruzione la nobile pratica della solidarietà internazionale dei fondi di Mosca.

Facemmo bene noi di Rifondazione Comunista ad appoggiare l'intervento dei giudici nelle modalità, a volte "disinvolte", in cui si manifestava? Prendemmo la scorciatoia di constatare che la repressione giudiziaria, sul momento, combatteva Berlusconi, quello che era stato il craxismo e le degenerazioni del potere. Insomma, sembrava di sinistra. L'unica ad avanzare dei dubbi fu Ersilia Slavato (ricordo una discussione con lei, carissima, sull'argomento) la quale sosteneva che il giustizialismo non ci avrebbe portato da nessuna parte. A trent’anni credo che, in linea di principio forse scollegato dal contesto, avesse ragione lei. La via giudiziaria non è servita né a combattere la corruzione e il malcostume, né a rinnovare il Paese. Anzi. L'indebolimento della politica a vantaggio del potere giudiziario è uno dei mali dell'Italia di questi anni, tant'è che io penso che il ridimensionamento e la trasparenza di quest'ultimo sia ormai una condizione imprescindibile. Non per favorire i potenti, ma per restituire con la buona politica, la democrazia al popolo.

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